Alzo le vele
e
un alito di vento
ci seguirà
per sempre
La luna è oramai alta, lo sguardo non vede più la terra alle mie spalle, le stelle si accendono una ad una e il vento calmo,lascia posto solo a una brezza controllata da chissà quale forza,sembra quasi mi voglia cullare,
La coperta sulle mia spalle appoggiato all'albero maestro,seguo con lo sguardo quel che ho di fronte e i miei occhi si chiudono per assaporare al risveglio l'alba di domani
Questa nuova alba mostra all’orizzonte due soli. Non so cosa sia , la meraviglia mi pervade.
Quel che i miei occhi vedono mi sconcerta , ma il cuore non risponde ai miei
comandi .Chi illumina la mia ombra messa lì, indefinita, imprecisa perché si tenga conto del mio essere e non di quel che appare .
Un battito d’ali alle mie spalle mi spaventa . Mi giro e nessuna figura si mostra, ma un attimo basta per comprendere che le ali son le mie da tanto chiuse ora riaperte e pronte per librarsi verso il destino che mi attende.
L’incredulità si manifesta in me, le mani tastano e accarezzano quei veli azzurrognoli che ad ogni movimento emanano bagliori pari ai raggi dei soli che ormai alti risplendono nel ciel.
Dormo o son desta?
Amletico dilemma! Movimenti circolari su me stessa paragonabili al cane che rincorre la coda sua mi fanno sorridere della scoperta di una mia dote sino ad allora celata al mondo e ai miei occhi razionali e miopi.
Ho le ali! Libera posso volar per altri mondi .
Il risveglio è stato dolce, il sonno tranquillo e privo di momenti da ricordare,forse la stanchezza e anche un poì la paura di questa emozione ha giocato nell'assopire anche la mente.
Cielo terso, mare calmo un oasi di tranquillità, la vela resta tesa e fa proseguire il viaggio,la rotta la già decisa il destino,ma il destino si può in parte cambiare,vedremo cosa accadrà.
Ho tempo per i pensieri, ho tempo per i ricordi,i primi aiutano la forza di cercare ,i secondi ti danno la voglia di rinnovare promesse e decisoni e di cercarne di migliori.
Per ora si va .
La luce del mattino si fa strada e lentamente disegna nel dormiveglia
ombre indefinite e argentei arabeschi.
Appoggio il mio ultimo sogno sulle ali dorate di questo nuovo giorno,
dall’anima nasce impaziente la voglia di cercare laggiù il mio futuro.
Volo alto nel cielo il mio sguardo vede allontanarsi il grigiore dell’isola che mi ha tenuto prigioniera per troppo tempo, togliendomi respiro e vita.
Vado verso il sole che mi riscalda il cuore.
Le mie ali fanno leva sui soffi del vento e mi sospingono verso l’ignota meta.
Mi sento leggera come una piuma in balia dei vortici d’ aria frizzante del mattino.
Una domanda sento nella mia testa :- Dove vado?
Una voce piccina nascosta in un angolo del mio cuore risponde con fare dispettoso : - Che importa ! L’unica verità è una sola.
Ti sei destata dal tuo torpore e ora devi andare verso il sole che finalmente ti riscalderà il cuore.
Sotto di me un immenso tappeto blu con trasparenze dal turchese al verde smeraldo m’incantano e mi fanno ringraziare chi tutto ciò ha creato. Scendo in picchiata e rasento il volo sul pelo dell’acqua.
Con la mano l’accarezzo curiosa, ma una scossa si diffonde in me sino all’estremità delle mie aluccie:
- Sarai stupenda cara Acqua di mare, ma sei gelida! Strillo indispettita.
La mia immagine in lei è riflessa , vedo il mio naso alla francese ancora più all’insù e le mie mani ritratte verso il corpo pronto per spiccare il volo verso l’alto , verso il sole.
-Decisamente preferisco guardare il mare da quassù!- penso arricciando il mio nasino.
Non so da quanto tempo volo , ma inizio a sentir la stanchezza che lentamente si impossessa di me.
-Terra dove sei? Grido senza sentir eco alcuno in questo mondo sconfinato.
Sono sola , volo libera , ma sono sola!
Libero è il mio essere
di vagar senza confini,
ma l’ignoto temer mi fa
della sorte che mi attende.
Magico mondo senza inizio
e senza fine,
senza ieri , oggi, ne domani.
La mia voglia di libertà ,
i miei mille perché
cercavan risposta e
han tolto dalla prigionia
anima mia.
Nel cuor mio una speranza
c’è: la conoscenza sia miglior della
beata ignoranza.
Essere una di tanti
ti fa sentir sicura , protetta.
Essere tra tanti sola
fa paura.
Perché ti ho abbandonato
isola mia?
Ora vago senza sosta
dove mi porterà
questa via?
Ormai nel passato
non posso tornare
lì dove c’è il sole devo andare.
Cadono due gocce salate dai miei occhi stanchi, come brillanti vanno verso il mare ad unirsi nell’immensità di altre gocce salate.
Gli occhi annebbiati dalle lacrime e abbagliati dai raggi del sole scorgono un ombra che viene verso di me a ore undici, elegante è il suo procedere
Chi mai sarai ?
Il caldo si fa sentire e le mie forze svaniscono , la mia vista è annebbiata …
Rivedo la mia vita come in un film davanti agli occhi ormai chiusi , sento il vento freddo sul mio viso , le ali non mi reggono più , sto precipitando !
Un tonfo , le mie membra avvolte da mani ghiacciate e poi un ultimo pensiero …
Il mare mi accoglierà per l’eternità…
Voci lontane contorte sentono le mie povere orecchie piene d’acqua.
Il buio inizia a ritirarsi per lasciar posto alla luce, socchiudo gli occhi , ma le ciglia ancora bagnate non mi permettono di vedere chiaramente.
Dove sarò mai?
Una domanda sento come un eco: - Chiedi chi è? Dai chiedi chi è?Chi è?
Chi è chi? Stanno dicendo a me ?
Apro di nuovo gli occhi e con le mani mi tolgo l’eccesso d’acqua salata, davanti a me si erge un ombra grande, possente .
Strano non mi fa paura. Dalle mie labbra fuoriescono parole buttate al vento.
-Sono …già io chi sono? Mi chiamo…non ricordo. Forse Trilly.
Una voce calma , ma baritonale: - State lontani fatela respirare. Piccola mi senti? Ricordi da dove vieni? Se vuoi lì ti riporterò .
Cosa diavolo sta blaterando questo pazzo, non tornerò mai in quell’isola da dove son fuggita.
Ora vedo distintamente chi è davanti a me: è un bianco gabbiano , il suo sguardo è dolce e dal suo fare sembra il capo.
- Devo continuare il mio cammino verso il sole. .- Mi affretto a ribadire rialzandomi , anche se non cambia molto davanti a loro sono uno smozzichino.
- Piccola ma dove devi andare?
- Cerco …
Non so che cerco ,
ma so che devo andare
senza ragionare.
Nella mia vita
ho ragionato troppo,
arido il mio cuore
ho fatto diventare.
Voglio l’ ebbrezza del mattino,
voglio sorridere al nulla ,
voglio sentir la leggerezza di chi è felice
per quel che vive oggi
e non domani ,
Voglio sognare
volare, giocare,
amare, cantare,
dipingere arcobaleni nel cielo.
Voglio …
è una parola che non ho mai pronunciato.
Ora sì!
Io voglio .
Grazie grande gabbiano, ma ora devo andare.- Tento invano di sbattere le mie ali.
- Mi dispiace piccola , ma per il tuo bene devi restare un po’ con noi . Non sei in condizione di volare, al mio ritorno partirai ,sul calar del sole. Sii paziente e non fare quel musetto, è per il tuo bene o vuoi finir in pasto ai pesci?
Quella montagna di bianche piume ha ragione .
Le mie ali fradice non possono mantenermi in volo e il caro mare per oggi l’ho già assaggiato :- Brrrrrrrrr!
- Hai ragione resterò qui . Scusa ma tu come ti chiami? -mentre parlo il mio salvatore spicca il volo aprendo le sue magnifiche ali , volge il suo occhio benevolo verso di me e stride:- Jonathan!- diventando un punto bianco nel cielo azzurro.
Navigando, scrutando cercando ai quattro punti cardinali ombra di terra,che mai si mostra,lo sconforto mi prende,ma non e per il viaggio,ma per la sensazione crescente di esser solo,neanche un pesce a cui parlare.Il pensiero volge indietro,tornare,invertire la rotta,ritrovare il mio passato,no devo andare avanti,ma se almeno un'ombra mi facesse compagnia,pure a risentir le mie parole,sarebbe un fiato nel silenzio assoluto e diverrebbe conforto per un navigatore solitario.
Il mare brilla sotto i riflessi del sole,il vento mi è amico continua a soffiare,se si fermasse sarebbe la fine,e per fortuna il cielo e terso,neanche l'ombra di una burrasca.
La fortuna mi assiste,ma al fato chiedo portami un amico,per smorzare l'angosciante solitudine che mi rapisce ogni calar del sole.